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sabato 18 ottobre 2008

Ginkaku-ji: il "padiglione d'argento" tutto tranne che argentato

Oggi abbiamo pedalato fino alla volta del Ginkaku-ji, il padiglione d'argento, ed è stata una bella faticaccia per arrivarci!

Il Ginkaku-ji è un tempio zen "nipote" del Kinkaku-ji, quello che ho visitato 2 settimane fa (e del quale ho parlato qui) ed è chiamato anche "Tozan Jishoji". Ho detto che è "nipote" del Kinkakuji perché è stato realizzato seguendo il suo modello. Infatti è stato costruito per volere dello shogun Ashikaga Yoshimasa, emulando il Kinkakuji, che aveva fatto costruire suo nonno, lo shogun Ashikaga Yoshimitsu.

Si chiama "Padiglione d'argento", ma difatti non è mai stato rivestito d'argento. Pare infatti che questo progetto non sia mai andato in porto in seguito allo scoppio della Guerra di Onin (XV secolo), che ridusse Kyoto ad un cumulo di macerie.

Detto questo, il famoso Ginkakuji oggi si è presentato così:


Ebbene sì: una sfortuna incredibile... lo stanno ristrutturando!

Ci siamo consolati passeggiando per il giardino che lo circonda, veramente bello. Le foglie degli aceri hanno iniziato a colorarsi di rosso e tra poco le colline prenderanno tutte lo stesso colore.


sabato 4 ottobre 2008

Il Padiglione d'Oro... finalmente!

Uno dei luoghi che più desideravo vedere qui a Kyoto era la meta di oggi: il Kinkaku-ji, ovvero il Padiglione d'Oro.

Il Padiglione d'Oro, entrato nel 1994 nel patrimonio dell'Unesco, è stato costruito nel XIV secolo come villa dello shogun Ashikaga Yoshimitsu e dopo la sua morte è diventato un tempio Zen. E' chiamato "Padiglione d'Oro" perché è rivestito esternamente con delle lamine d'oro.
Di fronte ha un laghetto chiamato "Kyoko" e tutt'intorno un bel giardino con, tra le altre cose, due piccoli templi di cui uno consacrato al dio del fuoco, una sala da tè e una piccola cascata.



La vicenda storica più famosa legata al Kinkaku-ji è l'incendio che nel 1950 lo distrusse. Questa vicenda, narrata anche nel libro "Il padiglione d'oro" di Yukio Mishima, riguarda un giovane apprendista monaco che volendo mettere in atto un doppio suicidio (il suo e quello del Padiglione d'Oro), dette fuoco al tempio. Pare però che all'ultimo momento abbia perso il coraggio e sia fuggito sulle colline circostanti. Così il tempio è stato ricostruito nel 1955 riproducendo fedelmente l'originale.
La cosa che mi ha colpito è che sul depliant che ci hanno dato all'ingresso c'era scritto tutto tranne questo avvenimento (ovvero la distruzione del tempio e la successiva ricostruzione), che non mi pare così da poco per essere omesso... sarà un ennesimo tentativo di cancellare certi avvenimenti storici scomodi??

Vicino al luogo dove si trova il Kinkaku-ji c'è una collina che si chiama Hidari Daimonji.
Su questa collina si legge un enorme ideogramma che significa "grande".
Il 16 agosto, al termine della festa dell'o-bon, una festa in commemorazione dei defunti che si tiene dal 13 al 15 agosto, su questa e in altre 4 colline circostanti Kyoto, vengono illuminati questi enormi ideogrammi con dei fuochi, e ho letto che ci sono dei punti dal quale si possono vedere tutte queste colline illuminate. Deve essere uno spettacolo davvero suggestivo!



mercoledì 1 ottobre 2008

Un'oasi nella città

Oggi all'università era festa perché era la giornata dello sport. Mi sarebbe piaciuto andare al festival sportivo, ma avevo anche parecchio bisogno di dormire, perciò mi sono alzata più tardi e non ci sono andata. Allora ho preso la bicicletta e sono andata a fare un'escursione da sola.

Ho visitato due templi shintoisti abbastanza vicini al residence, circa 15 minuti di bicicletta. Precisamente 15 minuti all'andata e 10 al ritorno, visto che all'andata la strada è in salita e mi muovevo più lenta dei pedoni!

Il primo tempio è il Kitano Tenman-gu, del X secolo, che la mia guida della Lonely Planet definisce "di modesto interesse", quando in realtà si è rivelato molto interessante! Infatti al suo interno c'è un boschetto, di cui solo alcune parti sono accessibili, molto carino, attraversato da un piccolo fiume.
La cosa bella è che, nonostante il tempio sia in città, nel bosco non si sentiva neanche un rumore di macchina, ma solo il vento che soffiava tra gli alberi e l'acqua del ruscello che scorreva. E' stato molto rilassante.



Mi è piaciuto molto anche il grande torii di pietra all'entrata del tempio. I torii sono i portali che indicano l'accesso al tempio shintoista e il passaggio sotto di essi è simbolo di purificazione.



Il secondo tempio è più piccolo e si trova vicinissimo a quello precedente. Si chiama Hirano Jinja e risale al periodo Heian (794-1192). E' molto visitato nel periodo di fioritura dei ciliegi perché ci sono circa una cinquantina di varietà di ciliegio differenti. Qui ho trovato un piccolo sentiero di torii molto carino.

mercoledì 24 settembre 2008

Matsuri al Seimei Jinja

Lunedì 22 sera siamo andati al Seimei Jinja, molto vicino ai Giardini Imperiali, perché c'era un matsuri, ovvero una festa religiosa.

Il Seimei Jinja, fondato nel 1007, è un tempio dedicato a Abe no Seimei, un maestro di Onmyo-do, un'antica dottrina di derivazione cinese, mista di scienza naturale e occultismo.
Abe no Seimei è un personaggio abbastanza famoso in Giappone; è presente in diverse opere letterarie, fumetti, anime, film ed è spesso rappresentato con poteri sovrannaturali.
Nel tempio ci sono varie illustrazioni che narrano della sua vita. L'immagine che mi ha colpito di più, è quella relativa alla madre di Abe no Seimei che era una volpe (nella mitologia giapponese le volpi sono creature magiche), mentre il padre era un uomo di nome Abe no Yasuna.


Di fronte al tempio c'era una sorta di mercato di piccole dimensioni. C'erano bancarelle che vendevano cibo come polpette di polpo, frittatine a forma di pesce con la pancetta dentro, frutta candita, granite, etc.


Oltre a questi banchetti, c'erano anche dei giochi per bambini tra cui il classico gioco che consiste nel pescare i pesciolini nella vasca con i retini che si rompono facilmente (si vedono spesso in Ranma 1/2) e il tiro al bersaglio (che mi ricordo di aver visto in una puntata di Kimagure Orange Road).


La cerimonia all'interno del tempio consisteva in una sorta di danza al termine del laquale la sacerdotessa ha preso dei cespugli imbevuti d'acqua bagnando la folla. Non conosco di preciso il significato di questo rito e per adesso non sono riuscita ad ottenere informazioni, ma quasi con certezza posso dire che fosse un rito di purificazione, visto il significato simbolico dell'acqua.
Dopo questo rito, hanno fatto entrare delle persone all'interno di un'area tempio, visibile per il pubblico, e la sacerdotessa ha iniziato una danza, accompagnata da un flauto e da un tamburo.




E' stato molto suggestivo e spero proprio di poter assistere ad altre feste simili in questo periodo!